Garda: quando il vino si specchia nell’acqua

Una scoperta guidata dei vitigni più importanti e produttivi del Lago di Garda. Come sono divise le terre del vino intorno al Garda e quali uve crescono nelle vicinanze.

Di Lele Gobbi
Mar 10, 2021
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I TRATTI DISTINTIVI DEL GARDA ATTRAVERSO GLI ULTIMI SECOLI
 

Il Lago di Garda, evoluzione della voce germanica warda, ovvero "luogo di guardia" o "luogo di osservazione", è rinomato per il suo microclima perennemente temperato che favorisce una splendida vegetazione mediterranea e la presenza di altre specie sia vegetali che animali, peraltro assenti nelle altre vicine regioni della zona prealpina.

Nel corso della storia, il Garda ha sempre alternato il fascino all’interesse, innanzitutto come spazio vitale da cui trarre alimenti, conoscendo peraltro insediamenti antichissimi. Il popolamento delle campagne, già punteggiate e coese da pievi romaniche, ha preso vigore durante il dominio veneziano e l’agricoltura si è incrementata anche attraverso la presenza di ville nobiliari, che congiungevano principi produttivistici a ideali prettamente umanistici.

La sua economia si è infatti sempre caratterizzata sotto due differenti aspetti: quello relativo al turismo e quello relativo all’attività produttiva della zona, dove l’agricoltura, prevalente, è stata agevolata proprio da terreni e clima piuttosto singolari. Un paesaggio agrario, dunque, configuratosi tra il Cinquecento e il Seicento, con le coltivazioni di cereali e di frutteti, ma anche soprattutto dell’ulivo e della vite. Già, la coltivazione della vite palesa, accuratamente e di gran lunga, l’anima e il corpo di queste terre!
 

 

LA DOC GARDA: UN BACINO DI NUMEROSE SINGOLARITA’ CHE SI “SPECCHIANO” NEL LORO LAGO

La Doc interregionale del Garda abbraccia l’intero anfiteatro morenico lombardo-veneto da oriente a occidente dello stesso Lago di Garda. L’areale viticolo è piuttosto ampio, segnato da una fitta rete di ondulazioni allungate che degradano dolcemente verso la pianura (padana) e comprende le denominazioni di origine di ben tre province: Brescia, Mantova e Verona (la più estesa), quali Valtenesi, San Martino della Battaglia, Lugana, Colli Morenici Mantovani, Custoza, Bardolino, Soave, Valpolicella, Valdadige e Monti Lessini-Durello.

Una vallata che si riflette nel più grande lago italiano e che si traduce in una superficie vitata di oltre 30.000 ettari, marcata a sua volta da 6 vitigni principali quali Garganega e Corvina nel veronese, Trebbiano di Soave e Groppello nel Bresciano, Merlot e Chardonnay nell’Alto mantovano.

Di conseguenza, la Doc Garda comprende quindi un ventaglio esteso di vini bianchi, rossi e spumanti, ottenuti da vari vitigni autoctoni e internazionali, ma per l’appunto è la diversificazione tipologica l’arma in più di questo folta aggregazione.

Troviamo quindi, spesso e volentieri, una deliziosa pronta beva che ammicca alla fragranza e alla sapidità, bollicine che inneggiano alla freschezza e vendemmie tardive e/o passiti che creano la giusta convivenza tra il corpo, la maturità e la dolcezza.
 

 

I VITIGNI (E I VINI) DI CASA

Come citato in precedenza, Garganega e Turbiana (per i bianchi), Corvina e Groppello (per i rossi), rappresentano i vitigni di casa che caratterizzano maggiormente la zona di produzione.

Sicuramente la varietà a bacca bianca più influente e autorevole della provincia di Verona, la Garganega viene definito il “principe antico” dei vitigni veronesi, insediatosi nel corso dei secoli nelle prominenze dei rilievi della Valle d’Alpone, del Tramigna, d’Illasi e di Mezzane.

Il vino si presenta con profumi caratterizzati da una fresca nota floreale seguita da sfumature di frutta matura. Dopo un adeguato affinamento può anche rivelare al palato una straordinaria mineralità accompagnata da una struttura snella, agile ed armonica.

Anche il Trebbiano di Soave è un vitigno di notevole vigoria con resa buona e costante, presentando grappoli ancora più piramidali e compatti. E anche in essa, piacevolezza, fragranza, leggerezza e acidità vengono accompagnati da un profumo floreale. Il tutto infatti, decreta per entrambe, un meritato successo.

Per quanto riguarda quelli a bacca rossa, il Groppello, chiamato Pignolo nel 1299 da Pier de’ Crescenzi, era il vitigno gardesano più tipico, coltivato quasi esclusivamente in Valtènesi. Le sue uve, coltivate sulle sponde bresciane del lago in esame, danno origine a un nettare dal colore rosso rubino chiaro e brillante, con aromi lievemente fruttati e speziati, di buona corposità, mediamente alcolico e sostenuto da discreta acidità, fine, asciutto e correttamente tannico nel finale di bocca.

Infine la Corvina che, senza dubbio, rimane la bacca rossa più importante della provincia veronese, la cui buccia, di uno splendido violaceo, è spessa, consistente, molto pruinosa, contenente una polpa dal sapore semplice e dolce.

Il vino, ottenuto da vinificazione tradizionale di uve fresche elargisce profumi dominati dalle sensazioni di ciliegia in particolare, mentre con l’invecchiamento presenta interessanti nuance speziate e balsamiche. La sua trama, comunque, è abitualmente sostenuta, mantenendo sempre buona acidità e tannini dolci, che rendono l’insieme ritmico e di ottimo equilibrio.


LE ALPI BELLUNESI E IL PIAVE DOP

C'è così tanto da esplorare nella zona del Lago di Garda e delle Alpi che lo circondano! Percorrendo tutto il lato Est del Lago si incontrano paesi splendidi e spostandosi verso Nord Est ci si potrà addentrare nelle montagne e raggiungere le Alpi Bellunesi. Con il latte proveniente dalle mucche dei pascoli di Alta montagna, viene prodotto uno dei formaggi Italiani più pregiati: Il Formaggio Piave DOP.

Il Piave è un formaggio duro, a pasta cotta, prodotto in provincia di Belluno solo con materie prime  di qualità superiore. Fatto solo con latte fresco bellunese, sale e caglio, è un formaggio ricco di calcio e  naturalmente privo di glutine.

Il Piave si abbina perfettamente con i vini del Garda.

 

 

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