Masciarelli, il nome del nuovo corso del vino abruzzese

Scoprite la storia e la produzione dell'azienda Masciarelli. Cosa rende i vini di Masciarelli così memorabili, riflesso del terroir e della viticoltura abruzzese.

Di Andrea Grignaffini
Apr 01, 2021
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L’UOMO DIETRO LA STORIA DEI VINI ABRUZZESI
 

L’uomo tramite della vite e della vita. Dalla quale se né andato troppo, troppo presto. Gianni Masciarelli è uno di quegli uomini che hanno fatto la storia del vino abruzzese.

Anche se sarebbe ingeneroso rinchiuderlo in un’area geografica che pur lo vide come sorta di genius loci. Un visionario assoluto e prorompente.  Per Gianni la necessità di allontanarsi dalla routine familiare (il nonno faceva vino) era dettata dalla volontà di sperimentare, inventare, innovare le tecniche d’impianto perfezionando e ottimizzando i vitigni Montepulciano d’Abruzzo e Trebbiano, in un continuo divenire di miglioramento anche con se stesso.

La prima battaglia vinta da Masciarelli risale al 1984 con il primo Villa Gemma Montepulciano d’Abruzzo con uve, a quel tempo, provenienti da Ripa Teatina che davano un vino sottile, delicato e timido – quasi francesizzante a suo modo - contrariamente a quello odierno vigoroso e memorabile.

Tutto nasce dall’ammirazione del neofita vignaiolo - Gianni, appunto - verso i vini della Borgogna che nonostante l’enorme distanza era in perfetta sintonia con il suo pensiero frutto di una lavorazione artigianale rigorosa, audace e tenace, di un uomo amante della sua terra e del suo vino.

Un lavoro improbo, tutto in salita, fatto di scelte difficili, senza scorciatoie. I pesanti sacrifici lo assorbono talmente tanto da non distinguere più il giorno dalla notte, il momento di lavoro dal riposo, tanto da dormire spesso in cantina, appoggiando la testa su una botte.
 

 

GIANNI PASSA LE REDINI DEL VINO

La volontà di un uomo in procinto di compiere l’impresa. Poi Marina Cvetic Masciarelli. Alla prematura scomparsa del marito ha preso in mano le redini dell’azienda con risultati non solo in linea filosofica con il momento precedente ma addirittura ispessendola.

Oggi Marina con i figli Miriam Lee e Luigi seguono con determinazione rigore e competenza il solco tracciato con forza e passione da Gianni, ognuno nel proprio ambito mettendo sempre in prima linea il proprio rapporto con il suo esempio.

 

STORIA DELLA PRODUZIONE DEL VINO MASCIARELLI

Il 1981 è l’anno dell’inizio della produzione Vini Masciarelli contrassegnati da Montepulciano e Trebbiano, due vitigni, all’epoca, di scarso valore, oggi considerati di alta gamma, allargando la quota di etichette prodotte.

Nel tempo l’azienda Masciarelli si è estesa in modo esponenziale in territorio abruzzese tra mare e monti (60 parcelle vitate suddivise tra Chieti, Pescara, Teramo, L’Aquila) per fare vini diversificati per caratteristiche pedoclimatiche e del suolo per ottenere vini figli di quella terra che Gianni tanto amava.
 

 

SELEZIONI DI VINO MASCIARELLI CONTEMPORANEO

Fra i vini paradigmatici il Montepulciano d’Abruzzo Villa Gemma Riserva 2015, maturato in barrique nuove di rovere per 18 mesi:  senza dubbio il primo della classe per quel colore rubino profondo e i profumi avvolgenti di frutta rossa, una miriade di fiori profumati, e note di tabacco e pietra focaia. Il sorso ci avvolge nella sua ampiezza gustativa, sorretto da una piacevole freschezza e una ricchezza di beva che sconfina in un lunghissimo finale cioccolatoso.

Altro grande esempio il Montepulciano d’Abruzzo San Martino Marina Cvetic Riserva 2018, passaggio di un anno in barrique. Vivace e dinamico nel colore rosso rubino rubato alla frutta rossa. Al naso si sentono sentori fruttati e floreali e cenni di tabacco, e grafite. In bocca ci piace la sua freschezza accompagnata da un tannino equilibrato e un finale lungo e persistente.

Volgendo lo sguardo ad una etichetta “in bianco” non possiamo che optare nella linea Marina Cvetic per il Trebbiano D’Abruzzo Riserva che segue l’affinamento in una barrique francese (corsi e ricorsi di una storia che parte dal pioniere) per esprimere al massimo la sua versatilità e il suo carattere potente e al contempo elegante, il rispetto del vitigno che segue la mano dell’uomo che lo vuole domare senza intaccarlo negli aspetti più intimi.


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