Il vino a Firenze tra arte, storia, curiosità

Il vino a Firenze vanta lunga tradizione enologica e una grande varietà di vini. DOC, DOCG e IGP: scopri tutti i vini dei colli di Firenze per degustazioni uniche.

Di Lele Gobbi
Jan 15, 2021
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Vino Firenze, I vini fiorentini e toscani 

Il prestigio storico dei vini prodotti nei dintorni del capoluogo fiorentino non è mai stato messo in discussione, non soltanto per quanto riguarda i rinomati areali di vigna, ma anche per le sue considerevoli rotte commerciali. E cioè, entrando più nello specifico, un'ottima collocazione pedoclimatica, l'utilizzo di vitigni idealmente acclimatati, lo sviluppo di tecniche enologiche adeguate, la capacità di promuovere e far viaggiare i propri vini.

 

Proprio così, perché Firenze ha sempre sfruttato (e bene) la sua importanza legata al commercio, alla finanza e alla cultura più che al potere politico e militare: un'inclinazione insita, già nel tardo medioevo, da parte degli imprenditori locali, abili nel far apprezzare i loro prodotti enologici nelle corti europee più influenti.

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Firenze: Arte dei vinattieri

Sul finire del 1200 Firenze è quindi già colma di luoghi di mescita e trova la sua degna consacrazione nell'Arte dei Vinattieri, una corporazione professionale dove tutti coloro che trattano il vino, e quindi mercanti, locandieri, osti, sensali e venditori, sono obbligati ad iscriversi attraverso un giuramento. Nel mentre, scrittori, poeti, scultori, artisti, come Dante e Boccaccio prima; Michelangelo, Leonardo e Machiavelli poi, recepiscono nelle loro opere, sotto svariate forme, l'importanza del vino nella vita dei contemporanei.

 

Firenze: Rinascimento

E non può che essere infatti il Rinascimento, l'epoca in cui il vino fiorentino raggiunge l'apice della fama, recandosela stretta fino ai nostri giorni. Ancora nel 1685, Francesco Redi nel suo Bacco in Toscana conferisce dignità letteraria ai nettari fiorentini,decantando le qualità dei grandi vini toscani del periodo, per poi arrivare al celeberrimo bando del 1716 di Cosimo de' Medici, in cui (primo documento al mondo), si regolamenta il commercio dei vini con il criterio moderno dell'origine. Ancora una volta, la centralità di Firenze non viene meno, con la delimitazione delle zone di produzione delle uve che danno diritto ai produttori e commercianti di utilizzare le denominazioni geografiche Chianti, Pomino, Carmignano e Valdarno di Sopra. 

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Le dinastie del vino a Firenze

Nessun'altro centro abitato può vantare, come Firenze, una concentrazione così elevata di nobili casate legate all'universo del vino. E non per eventualità, un tale tessuto sociale e produttivo è quello che ha permesso il successo di marchi fondati da famiglie borghesi, entrati a far parte degnamente della storia enologica nazionale.

 

Si parte dai Marchesi Antinori, il cui palazzo nel centro è considerato uno degli edifici rinascimentali meglio conservati in città. Si passa poi ai Bartolini Baldelli, la cui Villa di Bagnolo sulla via dell'Impruneta è al centro della loro produzione vinicola. I Capponi, un tempo mercanti di seta e bancari, oggiproduttori con Villa Calcinaia presso Greve. La dinastia Corsini con la loro lussureggiante fattoria Villa le Corti nel comune di San Casciano. La famiglia dei marchesi Frescobaldi che dà il nome alla piazza e al relativo palazzo antistanti il Ponte Santa Trinita. E ancora tante altre, come la famiglia Gondi (Villa di Bossi)e i Ruffino a Pontassieve, i Guicciardini con il castello di Poppiano a Montespertoli e i Pandolfini con la Tenuta Terre del Castello di Tizzano a San Polo in Chianti. 

 

Quali sono i luoghi del vino nei dintorni di Firenze da visitare?  

Non mancano assolutamente le occasioni di perdersi nei meandri delle cantine di dimore storiche o comunque di luoghi suggestivi, dove poter, naturalmente, degustare un tanto agognato calice di vino. Tra gli svariate opportunità, Castello Il Palagio presso Mercatale Val di Pesa; il castello della Paneretta a Barberino Val d'Elsa; il castello di Sonnino a Montespertoli, il castello di Vicchiomaggio e Vignamaggio in quel di Greve; Villa di Lilliano ad Antella; Selvapiana a Rufina; il castello di Nipozzano sulle colline di Pelago e Torre a Cona a Rignano sull'Arno. 

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La produzione odierna di vino fiorentino:classificazione e tipologie del DOCG

Il Chianti DOCG prende il nome dai monti del Chianti, la cui vetta, il San Michele, è collocato a 892 m nel comune di Greve. Nelle diverse sottozone in cui il disciplinare suddivide la zona Chianti, è diffuso l'utilizzo delle sottodenominazioni che identificano produzioni più limitate e decisamente più caratterizzate:

 

Chianti Colli Fiorentini, il quale comprende le migliori espressioni intorno al capoluogo e il cui simbolo è il Marzocco, il leone che regge l'asta del giglio fiorentino sulla sommità della torre di Palazzo Vecchio;

 

Chianti Montespertoli, le cui colline, da sempre vocate alla viticoltura, sono puntellate da numerose fattorie e altrettante foreste; Chianti Montalbano, il cui stile rimane piuttosto tradizionale, con vini sapidi e di pronta beva; Chianti Rufina, nella valle del fiume Sieve sugli elevati rilievi che costituiscono le propaggini dell'Appennino, per conferire ai vini struttura, longevità e un carattere nobilmente austero.

 

Infine il Chianti Classico DOCG, definito in questo modo proprio perché prodotto nel territorio geograficamente e storicamente denominato “Chianti”, capace di toccare, anche in parecchie zone della provincia fiorentina, i punti più alti della viticoltura mondiale.

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