I Grandi Vini Piemontesi delle Langhe: Visite e Cantine imperdibili

Le Langhe, le colline e i vitigni dove nascono i grandi vini rossi piemontesi: dal Barolo al Barbaresco scopriamo le meraviglie del Nebbiolo e di un territorio

Di Lele Gobbi
Sep 29, 2021
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Grandi vini rossi piemontesi: la magia delle Langhe e del Barolo

 

Alla scoperta di un grande Terroir italiano

Vediamo che fare, dove dormire e cosa bere nelle Langhe.

  • Etimologia delle Langhe: di denominazione incerta,
  • Cosa si mangia nelle langhe: una breve guida di cosa mangiare nelle Langhe
  • Barolo: il re dei vini piemontesi rossi
  • Borgogno: l'azienda più antica del Barolo
  • Alcuni grandi produttori di Barolo: Giacomo Conterno, Bruno Giacosa, Mascarello Bartolo, Giuseppe Rinaldi, Fontanafredda, Marchesi di Barolo, Pio Cesare e Borgogno.
  • Dove dormire e mangiare nelle langhe: 3 consigli dove mangiare nelle Langhe

 

Perché si chiamano le Langhe?

Sull’etimologia della parola Langa le interpretazioni si sprecano, ma se si pensa che in dialetto “andar per langa” significa camminare sulla cresta delle colline, allora mi sembra che non si debba fantasticare più di tanto per essere testualmente catturati da tale oscillazione.

 

Andare per langa, andare per vigna: voilà l’incipit più efficace da associare a questo celeberrimo paradiso vitivinicolo, altamente scenografico e, al tempo stesso, difficile da avvicinare.

 

Lingue di terra che si intrecciano a indicare i rilievi che si susseguono paralleli tra loro, formando valli strette e allungate (dal francese “langues”), oppure lunghezza, longitudine (dal tedesco “länge”) non cambiano più di tanto la mia interpretazione sulla zona: aristocrazia e austerità che si fondono nell’ordine e nell’eleganza, con una sottile vocazione alla malinconia e alla riflessione.

 

Un bene paesaggistico unico al mondo, dove il rincorrersi dei colli coperti da interrotti filari di vitigni, costellati da borghi, roccaforti e manieri, come quello di Barolo (che attualmente ospita uno strabiliante museo del vino) o il castello fortificato della vicina Monforte.

 

Cosa mangiare nelle Langhe: cucina, piatti tipici e specialità

Le Langhe sono il regno indiscusso dell’enogastronomia, dove effettivamente la cucina e il vino sono il risultato di un mosaico di prodotti di eccellenza: il tartufo bianco di Alba, i grandi formaggi, le pregiate carni di razza Piemontese, la Nocciola Tonda Gentile, il Nebbiolo.


E da questo felice incontro, nascono i celeberrimi piatti della tradizione: il vitello tonnato, la lingua salmistrata, i brasati, i bolliti con le loro salse, i tajarin con la fonduta di Castelmagno, i ravioli (plin) ripieni di carne saltati al burro… Il tutto e tanto altro ancora, accompagnato da sua maestà il Nebbiolo, nella sua eccellente versione “semplice”, così come in quella del Barolo o del Barbaresco.

 

Il Re dei vini rossi piemontesi: Il Barolo

Conosci la storia del Barolo?

Il Barolo, in particolare, è sicuramente uno dei più importanti vini rossi al mondo e vanta origini aristocratiche, quando il conte Louis Oudart, enologo, chiamato in Piemonte dalla marchesa Giulia Falletti di Barolo, che gli chiese, a inizio Ottocento, di creare un nuovo profilo delle sue uve Nebbiolo, per ottenere un vino in grado di competere con i francesi.

 

Quali sono le caratteristiche del Barolo?

Un vino di grande struttura, dal colore e dal profumo intensamente vellutato.

Il suo bouquet lo distingue da tutti gli altri, quindi la sua potenza alcolica, la quantità di acidi e tannini lo rendono eminentemente conservativo ed atto all’esportazione.

 

Dove si trova Barolo?

E allora da Alba, signora del tartufo bianco, famosa in tutto il mondo come capitale della industria dolciaria Ferrero ci dirigiamo verso Barolo, il paese che ha dato il nome all’omonimo vino nel secolo scorso, quando dalle cantine del suo castello partivano i convogli di botti per Torino e la corte sabauda.

 

Le cantine storiche da visitare del Barolo nelle Langhe

Il successo mondiale iniziò negli anni Ottanta, quando produttori come Conterno, Giacosa, Mascarello, Rinaldi, si affiancarono a solide cantine come Fontanafredda, Marchesi di Barolo, Pio Cesare e Borgogno, contribuendo tutti quanti a trasformare questo grande rosso in un’autentica leggenda. 

 

Borgogno: la storica cantina del Barolo

Borgogno è uno dei nomi più “antichi” che perpetua una tradizione consolidata di questo nettare, offrendo la dimensione più vera di Barolo (paese) e del Barolo (vino), continuando a raccontare una storia di passione contadina, un piccolo mito offerto al piacere della convivialità e della gola.

A tutti gli effetti, una forza evocativa che esercita un’attrazione unica sugli appassionati di vino con vini capaci di affrontare con disinvoltura maturazioni in bottiglia lunghissime: vitali e ricercatissime sono infatti molte annate degli anni 40, 50 e 60 del secolo scorso.

Grazie all’egregio lavoro di Andrea Farinetti, la cantina marcia con passo ormai ultra-spedito e (sempre grazie a lui) l’antico splendore della sede e delle vigne è pienamente ristabilito.

 

Cosa vedere nelle langhe del Barolo in un giorno? La mia guida

Da Barolo ci spostiamo a La Morra, un’altra capitale riconosciuta del Barolo e sostiamo alla frazione Annunziata per visitare il complesso romanico-barocco dell’ex abbazia benedettina di San Martino di Marcenasco: chiesa con facciata secentesca, abside e campanile del secolo XV.

Possiamo allora avventurarci per Verduno e fare una bella passeggiata sulla collina di Monvigliero, splendido vigneto storico ricco di fama e suggestione.

Da qui proseguiamo per Novello (ripassando per Barolo), e raggiungiamo il suo castello che domina la splendida rocca, alto sui vigneti e sui boschi, sicuro caposaldo visivo di questa parte di Langa, parente stretto, nelle sue forme neogotiche ottocentesche della scenografica cascina albertina di Pollenzo.

Altri scenografici tornanti ci conducono poi soavemente a Monforte (600 m slm), che data l’altitudine nel dirigersi è come se si dilatassero portando lo sguardo vagante di collina in collina, fino a perdersi nella cerchia delle Alpi.

Gli ultimi balzi vitati sconfinano nei prativi e nei noccioleti, poi quando si incontra davvero Monforte, la vite ridiventa padrona incontrastata. Il suo territorio comunale è piuttosto vasto e le aziende dei vignaioli sono presenti un po' ovunque, in località suggestive: si possono raggiungere tranquillamente in auto come Aldo Conterno e Armando Parusso alla Bussia, Giacomo Conterno agli Ornati, Domenico Clerico sulla strada per Monchiero: tutti vi apriranno volentieri le porte delle loro cantine.

Da Monforte ci dirigiamo a Serralunga, uno dei centri più graziosi della Langa del Barolo: attorno al castello, perfettamente conservato, il nucleo storico a stradine concentriche restituisce un’atmosfera antica che è difficile trovare altrove. Un autentico piacere godere della vista dei grandi cru come Santa Caterina, Lazzarito, Lazzairasco, Parafada, Gabutti, tanto per citarne qualcuno.

Scendendo verso Alba, occorre fare una sosta alle tenute di Fontafredda, riconoscibili nella loro pittura a fasce orizzontali, conservando tutto il loro fascino ottocentesco: un luogo ricco di memorie con il lussureggiante parco, le sue cantine e la casa di caccia. Quindi tornare indietro in salita per Castiglione Falletto dove vi attende il suo castello (ora di proprietà della prestigiosa cantina Cavallotto) dalle torri cilindriche angolari e dal possente mastio centrale, al centro del Paese.

Ora si può riprendere la discesa (sempre in auto) e dirigersi a Grinzane Cavour: poche case intorno alla sagoma austera ma bellissima della fortezza, ora sede dell’Enoteca Regionale dei Vini Albesi. 

 

Dove mangiare e dormire nelle Langhe?

Giardino da Felicin

Una villa d’epoca che sorprende e incanta, inserita in un posto da cartolina, dove mangiare un’eccellente tradizione, bere una completa Langa e condividere storia e cultura con una famiglia super accogliente. In più le camere dell’albergo, elegantissime e curate nel minimo dettaglio, vi proietteranno in una dimensione di assoluto relax, con vista panoramica memorabile su gran parte dell’arco alpino.

Via Vallada, 18 – 12065 Monforte d’Alba (CN) www.felicin.it

 

Guido

Nella magnifica cornice ottocentesca Villa Fontanafredda, la famiglia Alciati propone le leccornie piemontesi in raffinate sale che recuperano l’antico mischiando dolcemente con il moderno.  

Via Alba 15 – 12050 Serralunga d’Alba (CN)

www.guidoristorante.it

Trattoria della Posta

In aperta campagna, sapori e concretezza di Langa mettono in luce una ottima cucina che valorizza appieno il territorio

Località Sant'Anna, 87 - 12065 Monforte D'alba (CN)

 www.trattoriadellaposta.it

Osteria More e Macine

Una bellissima carta dei vini accompagna piatti gustosi della straordinaria tradizione langarola

Via XX Settembre, 18 - 12064 La Morra (CN)



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